La Piave, fiume Sacro e glorioso non può che essere percorso a piedi, non c’è cosa più semplice.
Maurilio Barbon
Passo dopo passo per chi ama spostarsi lentamente, perché così si riesce a vedere le cose da un’altra prospettiva. A chi camminando andar controcorrente trova la forza della risalita, assaporarne la drammatica storia, perché Sacro è il percorso e sublime l’energia vitale che ne scaturisce.
Corso d’acqua che ha fatto grande Venezia tra ‘400 e ‘500, è il grande protagonista di un percorso che si snoda per circa 220 km, partendo da Venezia (Piave vecchia) risalendo il bacino idrografico del fiume, inoltrandosi nella meravigliosa Valbelluna, per giungere ai suoi 1700 metri di quota, alla sorgente sul Monte Peralba, a Sappada.
Ora il Piave è un fiume per lo più artificiale, imbrigliato da dighe e traverse nel suo tratto montano ed in parte canalizzato in pianura ma parlandone con la gente rivierasca emerge puntualmente la convinzione che le opere dell’uomo non lo abbiano che apparentemente addomesticato tant’è che ad ogni morbida o piena più consistente dell’usuale, sa ridestare antichi timori.
Ad ogni passo quello che balza agli occhi è la bellezza e la suggestione del paesaggio che cambia repentino più che si sale. Chi percorre oggi le terre che costeggiano la Piave viene rapito dagli scorci dei suoi laghi montani e dai boschi di vita in pianura dove hanno trovato dimora anche diverse specie faunistiche.
Il progetto di CamminaPiave si impegna, in un mondo in costante evoluzione, a mantenere un legame genuino con il territorio, per questo io nativo dentro nell’alveo della Piave di Maserada sento il dovere di trasmettere l’amore per la propria terra, per il proprio Fiume.